Evento

LA GESTIONE PRATICA DEL PAZIENTE CON DOLORE CRONICO NEUROPATICO: DIFFICOLTA’ E SOLUZIONI

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Data:
16-03-2019
Luogo:
VIRGILIO (MN), BEST WESTERN HOTEL CRISTALLO, VIA CISA, 1-E
Sponsor:
- Pfizer Italia S.r.l.
Target di riferimento:
PROFESSIONE: MEDICO CHIRURGO - DISCIPLINA: Anestesia e Rianimazione, Medicina Fisica e Riabilitazione, Medicina Generale (Medici di Famiglia), Neurologia
Razionale:

Indagini epidemiologiche hanno mostrato che spesso i pazienti con dolore neuropatico non ricevono un trattamento adeguato. Tra le motivazioni vengono elencate la scarsa accuratezza diagnostica, la scarsa conoscenza delle terapie farmacologiche più efficaci e il loro utilizzo appropriato nella pratica clinica. Nonostante i recenti progressi in tema di attenzione al dolore, spesso occorre contrastare il retaggio della visione tradizionale che associa al concetto di dolore la valenza prevalente, se non esclusiva, di “sintomo” e una implicita percezione di una dignità secondaria nel “modus operandi” del medico. Viceversa, il dolore, in numerose patologie cessa di essere un sintomo cosiddetto “utile” come campanello di allarme in fase di insorgenza e diagnosi, mutando esso stesso in sintomo inutile e malattia, la principale malattia del paziente. Una malattia che, per le sue implicazioni epidemiologiche, fisiologiche e psicologiche, se non diagnosticata e curata tempestivamente, diventa difficile da guarire rischiando di influenzare negativamente e per sempre la qualità di vita delle persone sofferenti. Il dolore cronico e in particolare quello “neuropatico” sono quindi da considerarsi come area prioritaria di intervento. Per una corretta gestione di questi pazienti sono quindi essenziali le raccomandazioni “evidence-based” sulla farmacoterapia, quali quelle recentemente pubblicate dalle Linee Guida NeuPSIG per la rapida individuazione del trattamento più appropriato. Esempi classici di dolore neuropatico sono il dolore da polineuropatia diabetica, la nevralgia post-erpetica e la radicolopatia spondiloartrosica, tutte condizioni dove il MMG rappresenta spesso il primo interlocutore per il paziente sofferente.